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Mar 5, 2021 | NEWS | 0 commenti

Sanificare – particolato e microbi

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Written by Marco Oldrati

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Leggiamo con attenzione un comunicato stampa che ci arriva da una fonte accreditata, Andrea Casa, Past President AIISA, Associazione Italiana Igienisti Sistemi Aeraulici e membro del Board di NADCA – National Air Duct Cleaner Association e ci facciamo un paio di domande.

Il comunicato si intitola “Falso mito della sanificazione attiva” … bene, la sanificazione attiva è tutt’altro che falsa e tutt’altro che un mito, basta che non si commettano equivoci sulle parole. Il Dottor Casa evidenzia la necessità della rimozione del particolato dalle superfici degli elementi dell’impianto aeraulico: questa necessità non viene negata dal metodo di Sanificazione Attiva Continuata®, anzi.

Che cosa è chimico e fisico, che cosa è microbiologico

La rimozione del particolato è necessaria, così come la filtrazione, ma esse non cancellano il rischio microbiologico. Lo riducono nella misura in cui – in particolare la filtrazione – diminuiscono il quantitativo di elementi vettori di possibili virus o muffe. Ma la dimensione di questi virus e di queste muffe è tale che solo la filtrazione assoluta (l’abbiamo già detto) fornisce percentuali di contenimento del rischio soddisfacenti per ambienti delicati come quelli chirurgici o le camere bianche.

Ma c’è di più, molto di più: una delle questioni che la pandemia da Sars-Cov2 ha messo in risalto è la permanenza della carica microbica sulle superfici degli ambienti. 

E in questo caso, non ce ne voglia il Dottor Casa, la rimozione del particolato nella condotta o nella U.T.A. poco protegge. Solo una sanificazione attiva scientificamente e tecnologicamente documentata può intervenire a valle della bocchetta di emissione dell’aria dall’impianto.

 

Costi e benefici

Abbiamo parlato recentemente di fotocatalisi eterogenea: bene, questa per la sua costanza di prestazione e per la sua specificità applicativa supera le barriere di alcune delle perplessità esposte nel comunicato e le mette in discussione dal punto di vista metodologico, perché non si tratta di installare sistemi di disinfezione in continuo, bensì di attivare un processo naturale e controllato da una tecnologia.

Nulla di ciò porta ad affermazioni che dichiarano inutile l’asportazione del particolato, essa è necessaria e siamo perfettamente d’accordo sul fatto che “l’installazione [di un sistema di sanificazione attiva N.d.R.] non esime dalle attività di ispezione periodica degli impianti e di pulizia degli stessi, quando necessario”.

E allora?

E allora ci piacerebbe che venisse riconosciuto un dato di fatto: l’ispezione periodica degli impianti e la loro pulizia non concludono la sanificazione, ne costituiscono una parte, così come la filtrazione – in particolare quella sulle prese d’aria esterna e sull’aria di ricircolo – contiene la presenza di inquinanti fisico-chimici, ma una corretta sanificazione attiva, fondata su basi scientifiche e tecnologiche solide e comprovate, ne è parte integrante.