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Feb 10, 2021 | NEWS | 0 commenti

Questione di qualità

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Written by Marco Oldrati

In

L’aria che respiriamo in ambienti indoor è più inquinata di quella che respiriamo all’aperto.

È un dato di fatto, derivante da diversi elementi: innanzitutto la presenza umana, con il suo apporto di consumo di ossigeno e produzione di anidride carbonica, poi il fatto che per conservare temperature fresche o tiepide non effettuiamo i ricambi d’aria necessari a mantenere l’aria salubre, ma anche altri fattori primo fra tutti la carica microbiologica apportata dagli esseri viventi che stanno in un ambiente chiuso.

L’Indoor Air Quality è quindi un vero e proprio problema per la salute dell’uomo. Al punto che in questo blog troverete spesso un’espressione che forse è nuova, ma nuova o no che sia secondo noi assolutamente pertinente: qualità sanitaria dell’aria indoor.

Che cosa intendiamo per Indoor Air Quality? La presenza in ambiente di un’aria che abbia sì valori di temperatura e umidità confortevoli, ma che sia anche sotto controllo per l’apporto di inquinanti, contaminanti e patogeni di origine fisica, chimica e microbiologica.

 

E qual è a questo punto l’elemento mancante? L’impianto di trattamento dell’aria o impianto aeraulico o sistema di elementi di ventilazione e climatizzazione che gestiscono l’ingresso e l’uscita dell’aria nell’ambiente.

Fino a ieri – prima della grande ondata di opinione determinata dalla pandemia da Sars-Cov2 – agli impianti attribuivamo un compito preciso, controllare temperatura e umidità, ma ci preoccupavamo poco della qualità chimico-fisica e microbiologica dell’aria, cioè di “che cosa respiravamo”.

Oggi l’attenzione ad argomenti come i droplet di saliva o di vapore acqueo provenienti da chi ci sta vicino sono diventati di grande rilevanza e questa rilevanza si è tradotta in una domanda: ma che cosa fa il trattamento dell’aria in questo senso? Migliora la situazione o la peggiora? E se la peggiora come possiamo impedirlo? Ma anche se la migliora, come facciamo a creare condizioni di buona qualità sanitaria dell’aria indoor?

Oltre alla domanda oggettiva c’è anche una questione normativa: possiamo “chiedere” all’impianto di collaborare alla creazione di un ambiente confinato dove la carica di inquinanti, contaminanti e patogeni sia al di sotto dei limiti di legge?

 

In questo blog proveremo a dare risposte a queste ultime domande, cercando di fare chiarezza su molti punti che ad oggi sono trattati spesso in modo approssimativo.

Cercheremo di stabilire l’esatto significato delle parole, con una sezione dedicata al vocabolario dell’aria e della sua qualità, affronteremo la questione della sanificazione, raccogliendo pareri di esperti, ricerche scientifiche, informazioni sul campo come case history che dimostrino come la IAQ sia governabile.

Lo faremo con contributi nostri e con segnalazioni di informazioni disponibili in rete, per arrivare a dire che oggi esistono tecnologie e metodologie capaci di ottenere il duplice scopo che abbiamo indicato prima: un’aria indoor sana per l’uomo e rispettosa delle norme di legge.